Hai presente quando cerchi qualcosa su Google e, ancora prima di sbirciare i risultati in pagina, ti ritrovi davanti una “panoramica” generata dall’intelligenza artificiale, con giusto un paio di link e un box denso di testo ed elenchi puntati? Bene, quel box è l’AI Overview (o pannello AI-O). È una novità che sta spuntando in alcune SERP e che, in tutta onestà, un po’ mi infastidisce. Non bastavano i Featured Snippet, i PAA (People Also Ask) e gli altri mille box? Adesso ne hanno creato un altro, che sembra un mix di tutto e che, spesso, può rendere ridondanti le informazioni già presenti in primo piano.
Eppure, che ci piaccia o no, l’AI Overview è qui per restare. Se hai a cuore la visibilità del tuo sito, devi capire come funziona e come farne parte. Ti racconto cosa ho scoperto nei miei test e nelle ricerche in rete, così da darti qualche spunto pratico e, spero, utile.
Cos’è AI Overview?
L’AI Overview è un blocco informativo che Google mostra per rispondere a query di tipo informazionale (cioè quelle in cui l’utente cerca informazioni, vuole capire come fare qualcosa o sapere di più su un determinato argomento). Nella pratica, se Google “ritiene” che la tua query sia abbastanza specifica o se sa qualcosa di te (dati comportamentali, cronologia, interessi personali), potrebbe attivare questo pannello.
Attenzione: non si tratta di un box che appare sempre, e non è limitato a query di brand popolari o ad argomenti mainstream. Basta che Google valuti la domanda come “meritevole” di un approfondimento AI e, se il tuo sito risulta fra i primi risultati, c’è la possibilità che compaia.
È interessante notare come, spesso, il brand che è nelle prime tre posizioni organiche tende a comparire anche nel pannello. In diverse ricerche che ho fatto, quando il brand era in top 3, finiva dritto nel blocco AI (anche se, di fatto, era già presente come snippet in primo piano!). Una bella ridondanza, vero? Ma è la realtà delle SERP di oggi, e dobbiamo adeguarci.
Perché appare o non appare?
Come dicevo, l’AI Overview non si attiva sempre. Dai test che ho effettuato e dalle informazioni raccolte, ho individuato alcune casistiche:
- Profilazione dell’utente: se sei loggato con il tuo account e Google ha una buona mole di dati sulla tua cronologia, è più probabile che scatti il pannello AI. Se cerchi la stessa cosa in incognito (quindi niente cronologia, niente attività web, zero segnali comportamentali), l’AI Overview non si attiva.
- Tipo di query: se la domanda è molto generica, transazionale o su temi sensibili (salute, politica, finanza, legal), Google tende a evitare contenuti generati dall’AI. Nel caso dei contenuti controversi, preferisce non rischiare di diffondere informazioni errate o fuorvianti.
- Ricerca informazionale specifica: sembra che l’AI Overview si innesti con maggiore regolarità su domande in stile “come si fa…?”, “quali sono le differenze fra…?”, “cosa succede se…?” e simili, ossia query di tipo conversazionale in cui Google pensa di poter fornire una risposta esauriente.
- Risposta diretta già in SERP: se la tua domanda ha già un “risultato veloce” (tipo definizioni da dizionario, conversioni valutarie, orari di apertura), Google non sente il bisogno di generare un blocco AI.
Come si fa a entrare nel pannello AI Overview?
Eccoci al nocciolo. Se vuoi che il tuo sito compaia all’interno di questo nuovo box, devi innanzitutto fare SEO. Sembra un consiglio banale, ma è la verità: se non ti posizioni organicamente, non apparirai nel pannello. La “regola d’oro” è ancora la stessa: posizionati in top 3 per le query di tuo interesse, e aumenta le probabilità di finire nell’AI Overview. Inoltre alcuni elementi che possono favorire:
1. Brand riconoscibile e autorevole
Non basta essere un brand “grande” per Google, bisogna essere ben definiti. Vuoi essere riconosciuto come esperto di un determinato settore? Allora comunica con chiarezza chi sei, su più canali (sito, social, newsletter, guest post, ecc.). A Google piacciono le presenze multicanale e coerenti.
2. Approccio multicanale
Avere un canale YouTube, qualche link da siti esterni rilevanti, un profilo social attivo, una newsletter con lettori affezionati… insomma, se hai in mano diverse “carte da giocare” per raggiungere l’utente e rispondere alle sue domande, Google tende a fidarsi di più. In altre parole, mostrare di avere un “eco” online più ampio rispetto a un singolo post.
3. Contenuti di valore
“Contenuto di valore” è un concetto un po’ vago, lo so, ma è il cardine di tutto. Significa rispondere realmente a un bisogno. Non limitarti ad articoli superficiali: se vuoi apparire nell’AI Overview, lavora sodo su contenuti chiari, ben scritti, approfonditi, con un taglio personale. Cura titoli, struttura, paragrafi, elenchi puntati e rendi la lettura scorrevole (cosa che piace sia agli utenti che ai motori di ricerca).
4. Copertura del topic
Un singolo articolo può essere straordinario, ma per ottenere autorità su un argomento devi costruire un ecosistema di contenuti. Fai capire che non ti limiti a un post su “come entrare nel pannello AI Overview”, ma che tratti anche di posizionamento, SEO, search intent, e così via. La coerenza (e la completezza) del tuo sito è uno dei segnali che Google prende in considerazione.
5. Contenuti strutturati
Hai mai pensato che l’intelligenza artificiale ragiona a blocchi e tag? Se i tuoi articoli sono ben organizzati con titoli (H1, H2, H3), elenchi puntati, tabelle, e meta tag ottimizzati, faciliti la vita a Google. Rendendo più comprensibile la struttura, aumenti le probabilità che l’AI Overview peschi informazioni rilevanti dal tuo sito.
6. Linguaggio conversazionale
Spesso, le query che attivano l’AI Overview sono poste in modo colloquiale. Se i tuoi testi si rivolgono direttamente agli utenti (e non sembrano scritti da un robot), Google li apprezzerà. Inserisci risposte a domande frequenti, frasi dirette, e quella vibrazione “umana” che crea empatia.
7. E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness)
Non dimenticare che Google valuta il tuo sito anche sulla base della competenza, dell’autorevolezza e dell’affidabilità. Se puoi, cita sempre le fonti, mostra la tua esperienza in materia, raccogli recensioni e testimonianze. Questo aiuta non solo per l’AI Overview, ma in generale per il tuo posizionamento.
Ma se sono già primo, non basta?
Ecco l’inghippo: non basta. Ti puoi ritrovare un box di AI Overview che dà praticamente la stessa informazione del tuo snippet in primo piano, con un effetto duplicato che può confondere o distogliere l’utente. Ecco perché è importante presidiare tutti gli spazi possibili, compreso questo nuovo pannello. Se riesci a comparire sia nel classico snippet, sia nel box AI, raddoppi la tua visibilità e consolidi la percezione di autorevolezza.
Perché non compaio mai?
Se provi a cercare il tuo brand o i tuoi contenuti (mentre sei loggato) e non ti vedi comparire nell’AI Overview, può essere che:
- La query non è adatta: magari è troppo generica o troppo commerciale.
- Non hai sufficiente presenza organica: se non sei in top 3, difficilmente Google ti riproporrà nel box.
- Non fai SEO (davvero): a volte basta ignorare le buone pratiche di ottimizzazione on-page o non avere un sito ben strutturato per restare fuori dai giochi.
- Il tuo brand non è ancora “riconoscibile”: devi costruirti un’identità digitale forte.
Come suggerisco spesso: “Se non sei nel pannello è perché non hai applicato la SEO sul tuo sito. Il tuo sito è casa tua, abbine cura.”.
Modalità incognito e altre curiosità
Se stai facendo test, ricorda che in modalità incognito il pannello AI molto spesso non compare, perché Google non ha dati su di te e non riesce a “personalizzare” la risposta. Analogamente, se la tua query è troppo breve o ambigua, il motore potrebbe non generare il box AI, preferendo la soluzione più rapida (tipo i knowledge panel o i risultati “one-box”).
Un altro aspetto interessante è che, quando si attiva l’AI Overview, continuano ad apparire tutti gli altri pannelli (snippet in primo piano, box PAA, ecc.). Di fatto, l’AI Overview si va ad aggiungere. Un mix un po’ caotico, ma al momento Google sceglie di sovrapporre queste funzionalità.
Meno clic sui risultati tradizionali? Il calo del CTR organico
Gli studi più recenti stanno evidenziando una tendenza chiara: quando Google mostra una risposta basata sull’AI in cima alla SERP, i clic sui risultati tradizionali diminuiscono. Secondo una ricerca pubblicata nel primo trimestre del 2025, le pagine ai vertici della ricerca organica avrebbero registrato un calo medio del CTR del 7-10% nelle query informative, con effetti ancora più pronunciati per le domande generiche. Tuttavia, uno degli elementi interessanti emersi da questi dati è che, nel caso di query che richiedono un certo livello di approfondimento, gli utenti sembrano comunque voler proseguire la lettura sui siti, usando le anteprime AI come “trampolino” per ulteriori ricerche.
Questi numeri suggeriscono che l’AI Overview si sta prendendo una fetta di utenti che prima facevano clic sui risultati organici, ma non tutte le categorie subiscono lo stesso impatto. Nelle nicchie ad alta complessità, in cui l’utente ha bisogno di un approfondimento serio, il CTR organico sembra mantenersi più stabile.
AI Overview: è solo l’inizio?
L’AI Overview è un nuovo step nell’evoluzione della SERP di Google. Non tutti lo vedono, non sempre appare, ma quando c’è, incide sulla visibilità dei siti web, perché fornisce risposte già in pagina, riducendo (forse) il bisogno di cliccare sui risultati. Per entrare in questo pannello, la ricetta non è un segreto: lavora bene sul tuo sito, cura i tuoi contenuti, struttura una strategia multicanale e alimenta la tua autorevolezza online.
In poche parole: fai SEO e costruisci la tua presenza digitale in maniera olistica.
E tu? Hai già provato a “cercarti” e vedere se compaiono le tue pagine nell’AI Overview? Fammi sapere! Sperimentare è il modo migliore per imparare come funziona davvero questo nuovo box.
Buona SEO a tutti e… non trascurare la tua “casa” digitale. Prima o poi, l’AI Overview bussa alla porta di chi si fa trovare pronto!